mercoledì 20 maggio 2009

Castello di Miramare

Ho già accennato in un precedente post alla storia che porta alla nascita di questo splendido maniero ottocentesco, costruito in stile eclettico quale residenza principesca dell'Arciduca Ferdinando Massimiliano Giuseppe d'Asburgo e di sua moglie, la Principessa Carlotta del Belgio.
Il castello si trova immerso in un magnifico parco affacciato sul Golfo di Trieste.
Per visitare l'edificio storico consiglio di accedervi dal Viale dei Lecci ossia dall'ingresso al parco sul livello del mare.
Un comodo parcheggio a pagamento consente di lasciare l'auto poco distante.
Con l'Adriatico alla nostra sinistra ci dirigiamo verso il castello; 
superiamo le scuderie reali adattate a superficie espositiva 
e passiamo sotto un portale che ci immette nel parco. 
Dopo una semicurva a destra, il castello ci si prospetta con tutta la sua magnificenza. 
Man mano che ci avviciniamo, ci colpisce il chiarore delle bianche pietre d'Istria che sono state impiegate per la sua costruzione e che fanno in modo che le sue torri merlate siano visibili da tutto il golfo.
Arriviamo sullo scenografico piazzale antistante l'ingresso al castello; uno sguardo all'edificio prima di iniziare la visita.
Il Museo storico del castello è visitabile tutti i giorni a partire dalle ore 09,00 alle 19,00; il costo del biglietto è di 4 € intero e 2 € ridotto. Per eventuali prenotazione di visite per gruppi potete guardare qui.
Procediamo alla visita del castello che si sviluppa su due dei tre piani dell'edificio. Alcuni nomi delle sale sono linkati a files che permettono un tour virtuale degli ambienti cui si riferiscono. 
All'interno non è possibile fare fotografie; io, comunque, eludendo il controllo dei sorveglianti, ho scattato alcune immagini che corredano questo post.
Atrio.
Il primo ambiente che accoglie i visitatori è l'atrio; alle pareti fanno mostra alcuni ritratti di regnanti tra cui Elisabetta I d'Inghilterra e Maria Stuarda. Appeso al soffitto a cassettoni un lampadario a quattro bracci con decorazioni a forma di ananas che è poi lo stemma del castello ideato dallo stesso Massimiliano. 
Sulla sinistra dell'atrio si apre la moderna biglietteria e il fornito book shop per far posto ai quali si sono sacrificate due stanze (SALA I - Alloggio del maggiordomo e SALA II - Sala delle dame di compagnia) che ho avuto modo di visitare durante la mia prima frequentazione al castello.
Atrio d'onore.
Ambiente ampio e scenografico. Un imponente scalone da accesso ai piani superiori. I parapetti sono di quercia in stile rinascimentale; su di essa fanno mostra sei lampofori-paggi imperiali.
L'atrio prende luce da un'ampia porta-finestra che si apre sul meraviglioso scenario del Golfo di Trieste.
Sala III - La cabina.
Camera da letto di Massimiliano, piccola e razionale come la cabina di una delle sue navi. Tra i tendaggi del baldacchino si ammira un ritratto di Carlotta. 
Da notare anche la stanza da bagno con la vasca ricavata da un unico blocco di marmo.
Sala IV - Saletta Novara.
E' uno degli ambienti più suggestivi dell'intero castello. 
E' la perfetta riproduzione del quadrato di poppa della fregata "Novara" ed era lo studio dell'Arciduca. La sala è arredata con mobili del '700 olandese. Si nota anche uno stipetto indiano dell'800 in legno di canfora con intarsi in avorio ed ebano. Alle pareti ancora ritratti di regnanti tra cui spicca quello dell'Imperatore Massimiliano I d'Asburgo (attribuita al Durer). Tra i quadri c'è anche un opera di Carlotta, si tratta del dipinto della nave "Fantasia". 
Tra i circa tremila volumi che la compongono, alcuni contengono poesie e memorie di viaggio scritti da Massimiliano. Fanno bella mostra i busti marmorei di Omero, Dante, Shakespeare  e Goethe dello scultore Knaurr, una pendola stile Luigi XV e un seggiolone dono delle dame di Praga a Massimiliano.
Sala VI - Saletta da pranzo.
Detta anche saletta azzurra per il colore della tappezziera. I mobili, di notevole fattura, sono olandesi. Interessante è l'orologio a torre.
Sala VII - Lo studio.
Prima stanza dell'appartamento di Carlotta dove si ritirava a suonare il Pianino "Biedermeier". E' presenta anche un settimino francese della fine del XVIII secolo in legno di rosa e, alle pareti, alcuni pastelli tra cui il ritratto di Maria Teresa. Sopra i mobili si possono vedere vasi cinesi in porcellana azzurra e candelabri in bronzo dorato.
Sala VIII - Il boudoir
In questo piccolo ambiente ottagonale, Carlotta amava dipingere e comporre poesie. Alle pareti possiamo ammirare alcune delle sue opere tra cui una piccola tela raffigurante l'isola di S. Giorgio a Venezia. Un grande quadro sulla parete d'angolo ritrae Carlotta in costume brianzolo simile a quello caratteristico di Lucia Mondella dei Promessi Sposi. Anche qui i mobili sono prevalentemente olandesi.
Sala IX - Stanza da letto.
Vi dormiva Carlotta. In questo ambiente, opportunamente adattato, la deputazione messicana offrì la corona del Messico a Massimiliano. Il mobilio era dono della città di Milano ai giovani sposi. Dal soffitto pende un bel lampadario in cristallo di Boemia con i pendagli forgiati a forma di ananas.
Sala X - Lo spogliatoio.
E' un locale di servizio della stanza precedente e ne ricalca lo stile del mobilio. Ad una parete un acquerello di Carlotta raffigurante una veduta di Gerusalemme.
Sala XI - La cappella.
La piccola chiesa, particolarmente intima e raccolta, pare sia stata donata a Massimiliano dalla comunità greca triestina. E' rivestita in cedro del Libano e le figure degli apostoli nell'abside e l'Ultima Cena sull'altare sono opera di Edmund Heinrich. Nei cassettoni al soffitto sono raffigurati la Madonna e i cinque Santi protettori degli Asburgo. Sull'acquasantiera una lapide in marmo nero ricorda la Messa officiata il 6 luglio 1863 in occasione del trentunesimo compleanno di Massimiliano dall'Arcivescovo messicano de Lavastida. I pesanti tendaggi in broccato rosso riportano l'aquila e la corona, stemma imperiale del Messico con il motto "Equità nella giustizia" e l'ananas. I tre cuscini ai piedi dell'altare sono stati ricamati da Carlotta.
Sala XII - Sala della rosa dei venti.
Prende il nome dal quadrante posto sul soffitto che, collegato con una banderuola posta sulla torre del Castello, indicava la direzione del vento. 
La stanza era normalmente adibita a sala da gioco e d'accesso per gli ospiti che provenivano dal porticciolo. Attualmente ospita alcuni quadri della collezione di Massimiliano raffiguranti Venezia; tra questi spicca una rappresentazione dei festeggiamento che Venezia attribuì alla coppia arciducale durante il loro viaggio di nozze.
Uscendo da questa sala ci troveremo di nuovo nell'atrio d'onore da dove accederemo al primo piano.
Scalone e ballatoio.
Sullo scalone due armature tedesche dell'Imperatore Massimiliano I (XV sec.), 
trofei di caccia (tra cui le corna di un enorme cervo. 
Sulle due bifore che danno verso il porticciolo c'è lo stemma di Miramare disegnato dallo stesso Massimiliano: due ancore, due ananas ed una croce con il motto "La speranza è frutto della luce". Al centro del ballatoio, incassato nel pavimento, una vasca circolare con il fondo in cristallo che rende visibile il piano sottostante e quattro draghi in bronzo che "sputano acqua".
Ai lati due mobili dipinti di nero con intarsi in avorio. Alle pareti i dipinti di Federico II di Prussia, Caterina de'Medici, Cesare Borgia e Caterina II di Russia.
A questo punto si lasciano temporaneamente le stanze "storiche" del castello per visitare gli appartamenti del Duca e della Duchessa d'Aosta che hanno soggiornato in questo edificio per un breve periodo. Non ho nulla da segnalare e ritorniamo volentieri ad immergerci nelle atmosfere asburgiche di Massimiliano e Carlotta. Le sale del primo piano erano state progettate in maniera particolarmente sfarzosa  in quanto destinate a diventare le stanze di rappresentanza dell'Imperatore. Massimiliano non riuscì però a vederle compiute in quanto i lavori iniziarono dopo la sua partenza per il Messico da cui non fece ritorno.
Sala XIII - Salotto dei principi.
In questa sala lo sguardo viene attratto da una bassa porta proveniente da un castello del Tirolo. 
Su di un tavolo un bel cofanetto intagliato in osso attribuito ad artigiani genovesi del '400. Su di una colonna il busto in marmo di Maria Luisa d'Orleans, madre di Carlotta. I dipinti alle pareti ritraggono Maria Teresa con alcuni dei suoi sedici figli e Ludovico Vittorio il fratello minore di Massimiliano. Molto bello uno stipetto dell'800 toscano riccamente intarsiato. A partire da questa sala, i disegni dei soffitti vengono riprodotti anche sul pavimento.
Sala XIV - Sala di regnanti.
Destinata ad ospitare gli ospiti, è chiamata così per la presenza dei ritratti dei regnanti contemporanei a Massimiliano. Il letto con le colonnine dorate intagliate è stato un dono dell'Imperatore Napoleone III a Massimiliano e proviene dal Palazzo Vendramin di Venezia. Colpisce anche il tavolino in marmo nero con medaglioni che riproducono vedute di Roma, dono di nozze di Papa Pio IX. Su questo tavolo Massimiliano firmerà l'accettazione della corona del Messico.
E' tra quelle più sfarzose del castello. Molto bello un tavolo sorretto da aquile araldiche messicane scolpite nel legno e due vasche in porcellana cinese. Sul soffitto sono rappresentati gli stemmi reali, ducali e comitali degli Asburgo (anche quello di Trieste). Sopra le porte le vedute del castello di Chapultepec (residenza di Massimiliano nel Messico), la rocca degli Asburgo ed il Castello imperiale di Vienna (Hofburg). I sei ritratti alle pareti raffigurano Francesco Giuseppe, Elisabetta (Sissi), Leopoldo I re del Belgio, Maria d'Orleans (questi ultimi genitori di Carlotta), Napoleone III Imperatore di Francia e la moglie Eugenia di Contico.
Sala XVI - Sala delle conversazioni.
Altra sala molto sfarzosa. Alle pareti ancora ritratti di personaggi importanti: Ferdinando II di Borbone Re delle Due Sicile, la sua seconda moglie Maria Teresa d'Austria, Ernesto di Sassonia Coburgo-Gotha, Leopoldo I Re del Belgio. I padroni di casa sono raffigurati in due importanti medaglioni aulici opera del pittore Heinrich. Sopra le porte vedute del Castello di Miramare e del suo parco, di uno chalet di caccia e della nave Novara. In un angolo, sul caminetto in marmo nero si può ammirare un bel vaso in porcellana con decorazioni in bronzo. 
Su una consolle ancora una pendola in stile Luigi XV.
Sala XVII e XVIII - Salotti cinese e giapponese.
Locali riservati agli uomini per fumare e discutere. Arredati con mobilio e suppellettili di provenienza orientale in parte acquistati personalmente da Massimiliano. Le pareti sono sontuosamente ricoperte con seta dipinta a mano nella prima sala 
e seta con ricami in oro e argento nella seconda. I pavimenti sono intarsiati con bambù mentre i due tavoli sono in ebano intarsiati in madreperla.
Sala XIX - Sala Cesare Dell'Acqua.
Così chiamata perché raccoglie alla sue pareti alcuni quadri del pittore istriano Cesare Dell'Acqua, amico di Massimiliano. Di particolare interesse i dipinti che rappresentano la partenza della coppia reale per il Messico, l'offerta della corona del Messico a Massimiliano e la visita dell'Imperatrice Elisabetta (Sissi) a Miramare. Gli altri tre dipinti rappresentano la visita di Leopoldo I d'Asburgo (noto per aver fermato i Turchi alle porte di Vienna) a Grignano, gli argonauti che riprendono il mare alle foci del Timavo e i festeggiamenti di Livia, moglie di Ottaviano, in una villa a Grignano. Sul soffitto un dipinto che ritrae Massimiliano circondato da figure allegoriche. Il busto dell'Arciduchessa Sofia, madre di Massimiliano e di Francesco Giuseppe, fa mostra di se su un piedistallo. I mobili in ebano ed avorio ed il tavolo accostato alla parete sono di fattura toscana.
Sala XX - Sala del trono.
E' questa la sala più imponente e sfarzosa del castello. Le pareti sono alte il doppio rispetto alle altre sale e ospitano due enormi quadri: l'albero genealogico della famiglia d'Asburgo-Lorena con i rappresentanti della casa asburgica circondati da una sorta di aureola dorata mentre i componenti della famiglia Lorena hanno l'aureola argentata 
e di fronte "Il trionfo di Carlo V" da cui Massimiliano si vantava di essere un discendente. 
Altri quadri di minori dimensioni rappresentano alcuni Imperatori d'Austria: Leopoldo II, Giuseppe II figlio di Maria Teresa, quest'ultima e Francesco I.  Nella parte alta, altre tele ritraggono alcuni regnanti della casa d'Asburgo. Dal magnifico soffitto gotico pendono undici lampadari. 
Le sedie addossate alle pareti sono in stile barocco tedesco. Alle finestre che guardano verso Grado si notano alcuni cristalli di Boemia colorati.
Sala XXI - Sala dei gabbiani.
Prende il nome dai volatili dipinti sui cassettoni del soffitto che portano nel becco un cartiglio con un motto in latino scritto dallo stesso Massimiliano. Questa era la sala destinata ai pranzi ufficiali. Alle pareti alcuni quadri che ricordano il viaggio di Massimiliano a Smirne, due vedute di accampamenti di zuavi francesi in Messico e due ritratti di donne orientali. Notevoli il grande tavolo in stile '500 toscano e due cassettoni rococò. Dal soffitto pende il lampadario più grande del castello in cristallo di Boemia.
Questa era l'ultima sala visitabile tra quelle ideate da Massimiliano.
Termina così la visita ad uno dei castelli meglio conservati e più sfarzosi d'Europa.
Prima di visitare il parco, diamo ancora qualche sguardo alle strutture esterne dell'edificio.
La fontanella antistante l'atrio d'onore.
Uno sguardo verso l'alto.
Ancora prospettive dal basso ma sul retro del castello.
Altre vedute del castello lato mare.
Un caro saluto.

martedì 5 maggio 2009

Il Castello di Miramare - storia

L'attrattiva più conosciuta di Trieste è il castello di Miramare che ogni anno richiama moltitudini di turisti tra le sue mura. 
A questo splendido luogo è legata una delle storie più tristi dell'800.
L'Arciduca Ferdinando Giuseppe Massimiliano d'Asburgo-Lorena, fratello cadetto dell'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe, nel 1852 prende residenza a Trieste e due anni dopo viene nominato Comandante Supremo della Imperiale Marina Austriaca.
A bordo della fregata "Novara" compie numerosi viaggi nel Mediterraneo e accresce le proprie conoscenze dei popoli con i quali viene a contatto; appassionato di botanica comincia a maturare l'idea di costruirsi un giardino con piante esotiche che studia nel corso del suo girovagare.
Durante uno di questi viaggi, mentre, a bordo della "Madonna della Salute", navigava nei pressi di Trieste, viene sorpreso da un violentissimo fortunale e trova rifugio nella baia di Grignano. Qui viene fulminato dalla bellezza del luogo ed acquista lo sperone di roccia sovrastante per farne il luogo della sua residenza.
I lavori sono affidati all'architetto Karl Junker e si rivelano ben presto più complessi del previsto. L'intera opera costa 600.000 fiorini (un operaio percepiva un salario mensile medio di 45 fiorini). Le pietre bianche che costituiscono la struttura esterna della "reggia" provengono dalle cave di Orsera in Istria. Lo stile è eclettico, tipico dell'epoca e che si rifà a componenti architettonici dei tempi passati. 
Durante una missione diplomatica in Belgio affidatagli dal fratello conosce una delle più belle principesse d'Europa: Carlotta figlia del re del Belgio Leopoldo I e di Maria Luisa d'Orleans. I due si sposano il 27 luglio del 1857.
Subito dopo le nozze, Massimiliano viene nominato Governatore del Lombardo-Veneto dal fratello e la coppia si stabilisce a Milano mentre a Grignano continuavano i lavori.
A Milano le cose non vanno bene: Massimiliano si trova tra la casa d'Asburgo (di cui era rappresentante) che intendeva risolvere militarmente la questione degli indipendentisti italiani e la sua mentalità aperta e riformista che intendeva affrontare il problema con le armi della diplomazia. Nell'aprile del 1859 viene sostituito dal Maresciallo Radetzky e abbandona sconsolato Milano alla vigilia della II Guerra d'Indipendenza.
Ritornato a Trieste, dal momento che la costruzione del suo castello non era ancora terminata, decide di far costruire un edificio più piccolo (il Castelletto) ma simile a quello in costruzione per risiedervi temporaneamente fino al Natale del 1860 quando la coppia entra ufficialmente nel Castello di Miramare (che era stato completato nel solo primo piano).
E' forse questo il periodo più sereno per l'Arciduca e sua moglie che, liberi da incarichi impegnativi, possono godersi il castello e il calore dei Triestini. 
Nel maggio del 1861 sbarca nel porticciolo di Miramare la bellissima Sissi (l'Imperatrice Elisabetta, moglie di Francesco Giuseppe) che fa visita ai cognati e rimane colpita dalla bellezza del castello e del suo parco.
In questo periodo Massimiliano non si dedica solo ai piaceri di corte ma viaggia molto, specialmente nelle capitali europee, per motivi diplomatici e con la segreta speranza di poter riscattare il periodo milanese. 
In quegli stessi anni, ricche famiglie messicane che avevano perso i vecchi privilegi a seguito dell'indipendenza del paese nordamericano dal dominio spagnolo, si rivolgono ai monarchi europei per poter restaurare gli antichi privilegi. Alcuni Paesi che vantavano forti crediti nei confronti del Messico concordarono di intervenire militarmente e, nell'ottobre del 1861, truppe francesi, spagnole e inglesi invadono il paese dei mariachi per arrivare a Città del Messico nel giugno del '63 . 
Il 3 ottobre dello stesso anno, giunge a Miramare Don Gutierrez de Estrada alla guida di una delegazione messicana che offre ufficialmente all'Arciduca Massimiliano la corona del Messico.
Dopo una serie di consultazioni tra i monarchi europei che gli sconsigliavano l'impresa (l'unico che gli aveva promesso appoggio era stato Napoleone III), chiede al Messico un referendum consultivo per conoscere il parere del popolo. Ovviamente tutto il paese votò per la restaurazione della corona.
Spinto dall'ambizione sua e di Carlotta, Massimiliano accetta la corona.
Durante una rapida visita dell'Imperatore d'Austria a Miramare, il fratello minore rinuncia a qualunque pretesa di successione alla corona asburgica e il 10 aprile del 1864 accetta la carica di Imperatore del Messico davanti ad una nuova delegazione messicana.
Quattro giorni dopo la coppia reale lascia Miramare a bordo della fregata "Novara" 
per giungere nel nuovo regno il 28 maggio.
Il nuovo sovrano pone in atto, con entusiasmo, la sua riforma nel tentativo di creare uno stato indipendente e liberale. Alcune sue riforme scontentano i vecchi latifondisti e trovano impreparato il popolo che ne era il beneficiario. Gli Stati Uniti, che non accettavano ingerenze europee alle porte di casa, premono su Napoleone III affinché ritiri l'appoggio militare e nel contempo finanziano le truppe repubblicane di Benito Juarez avverse al sovrano austriaco.
Solo ed isolato, Massimiliano sente che la situazione sta precipitando; tenta l'ultima carta inviando in missione diplomatica Carlotta tra i sovrani europei nel tentativo di ottenere aiuto. La missione si rivela un cocente fallimento: Vienna, Parigi e il Vaticano negano qualunque appoggio. Carlotta impotente e disperata di fronte agli eventi, comincia a manifestare i sintomi di una malattia mentale che la porta a morire nel 1927 nel Castello di Bouchout in Belgio senza più rivedere il marito.
Per Massmiliano invece sono i giorni della sconfitta. Viene assediato e imprigionato dalle truppe repubblicane il 15 maggio 1867. Processato, viene condannato alla fucilazione. Inutili i tentativi delle diplomazie europee per evitare la sentenza.
Il 19 giugno 1867 Massimiliano d'Asburgo muore davanti al plotone d'esecuzione tre anni dopo essere sbarcato a Vera Cruz.
Vivissima fu l'impressione a Trieste quando in città giunse notizia del tragico epilogo.
Il Castello di Miramare sarà ultimato quattro anni dopo la morte del suo proprietario e, per sua volontà, viene aperto al pubblico.
Questa tragica e romantica storia ha lasciato a Trieste uno dei castelli e dei parchi più belli d'Europa.
Il 2 giugno 1955 il Castello diviene Museo di Stato sotto la Sovrintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici del Friuli Venezia Giulia.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando l'edificio era stato utilizzato quale quartier generale dalle truppe di occupazione prima e alleate in seguito, i suoi ambienti sono stati ricomposti con gli arredamenti originali basando il lavoro su stampe e litografie dell'epoca al fine di rendere il Castello conforme ai progetti del suo antico proprietario.

mercoledì 1 aprile 2009

Il Castello crociato di Tibnine


Nel sud del Libano si trova Tibnine, diventata famosa per il fatto di ospitare il Quartier Generale del Contingente a guida italiana "Sector West" della missione ONU denominata UNIFIL.
Questo piccolo centro è sorto attorno ad un interessante castello posto su un rilievo dominante il paesaggio circostante. Le sue pietre hanno visto passare gli eserciti contrapposti impegnati nelle crociate.
Fu costruito nel 1104 da Hugues de Saint Omer, governatore di Tiberiade, in preparazione dell’assedio di Tiro. Nel 1187, a seguito della battaglia di Hittin, il castello venne conquistato da Saladino ma nel 1229 fu rioccupato dai Franchi ai quali venne di nuovo sottratto dal sultano mamelucco Beybars nel 1266; la struttura fu in seguito ampliata e modificata, in particolar modo nel XVII sec. dal governatore di Acri, Zaher al Omar. Gran parte dell’edificio venne poi distrutto da Ahmed al Jazzar e da allora gli interni sono in rovina. 
Ciononostante, il castello occupa una superficie di 2000 mq. e conserva le mura esterne fortificate, sulle quali negli ultimi anni sono state eseguite vaste opere di restauro (anche da parte dei militari di UNIFIL). 
Dal castello si godono vedute spettacolari sulla regione circostante. 
Il maniero è incustodito e richiede non più di 30 minuti per la sua visita. 
Data la scarsità di spazio per i parcheggi, è consigliabile raggiungere il castello con una breve salita a piedi di 5 minuti che inizia nei pressi dell'ospedale di Tibnine.

sabato 14 febbraio 2009

Il Castello del Mare di Sidone


Situata a 45 km a Sud di Beirut, Sidone (Saida in arabo) è la maggiore città del Libano meridionale. 
Secondo la Bibbia venne fondata da un bisnipote di Noè; nel XV sec. a.C. era, insieme a Tiro, uno dei più importanti porti fenici, sede di ricchi commerci tra cui quello celebre della porpora, una sostanza colorante preziosa estratta dalla conchiglia di un mollusco del genere Murex. 
Nel 1110  fu conquistata dai Crociati di Baldovino I che consideravano il suo porto strategico per gli sbarchi ed il successivo avanzare verso la Terra Santa. Rimase sotto il governo dei Cavalieri Templari fino alla fine del XIII sec. 
Oggi di questa parte tormentata della sua storia rimane il Castello del Mare (Qal'ah al-bahr) edificato nel 1228, imponente e ben conservata fortezza crociata costruita su un isolotto a difesa del porto, che ingloba nelle sue mura elementi di colonne romane. 
Questa fortezza,comunque, non impedì ai Mamelucchi di riconquistare, nel 1291, Sidone insieme a Tiro e Acri.
Il castello era collegato alla riva con un ponte in parte fisso e in parte mobile. Solo il pilone a nord, il più vicino al castello, è originario; le altre due pile a rostro, distrutte da una tempesta nel 1936 sono contemporanee come la parte del ponte vicino alla riva. Questa costruzione, ralizzata con materiali sottratti a monumenti antichi, fu realizzata in tempi diversi fra il 1227 e il 1291.
Il suo stato attuale presenta importanti interventi che risalgono all'epoca mamelucca, particolarmente nella torre a ovest. 
Quanto alla piccola moschea attigua alla cappella crociata, si può attribuire all'epoca ottomana e deve essere posteriore al 1840, data del bombardamento del castello da parte della marina britannica.

sabato 8 novembre 2008

La Rocca di Riva del Garda


Nel centro di Riva del Garda, circondato dalle acque del lago e collegato alla terra ferma con un ponte, torreggia possente la Rocca del XII secolo eretta a difesa dell'antico porto fortificato. 
Ampliata e ristrutturata in diverse epoche (dagli Scaligeri, dai Visconti, dai Veneziani, dal Vescovo di Trento e dagli Austriaci che ne fecero una caserma), la Rocca ha avuto storicamente la funzione di rifugio per i cittadini. 
Ha assunto l'attuale forma con il rifacimento austriaco del 1.852 quando le torri angolari, tranne il mastio, vennero ridotte in altezza.
Oggi ospita il Museo Civico dove si possono vedere reperti archeologici della preistoria, l'armeria e la mostra del costume, una pinacoteca con numerosi quadri del '500 e '700 di scuola veneta. 
Dalla sommità del mastio,  splendida vista sul lago.
Visitabile tutto l'anno: 9.30-17.30, luglio-agosto 9.30-22.00 - chiuso il lunedì - ingresso a pagamento